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Paura del dentista? Sedazione cosciente!

Bambino ha paura del dentista

La paura del dentista non è un problema da sottovalutare: può portare a conseguenze anche gravi, dovute alla mancata prevenzione e alla mancata cura delle patologie. Ma, quindi, come combatterla? Con la sedazione cosciente, che si traduce nella cura del paziente non solo da un punto di vista dentale, ma anche del suo stato emozionale.

Vi riconoscere in alcune di queste situazioni?

  • Hai paura dei trattamenti del dentista
  • Hai avuto esperienze negative o traumatiche in uno Studio dentistico
  • Hai difficoltà a tenere la bocca aperta
  • Hai le gengive estremamente sensibili
  • Sei caratterizzato da problemi dentali complicati che necessitano interventi chirurgici
  • Hai una soglia del dolore molto bassa
  • Non sopporti il rumore del trapano

L’analgesia sedativa potrebbe essere la soluzione: con N2O (protossido d’azoto) e O2 (ossigeno), conosciuta anche come sedazione cosciente, ha diversi vantaggi:

  • Elimina l’ansia, lo stress e la paura dei pazienti
  • Innalza la soglia del dolore
  • Limita la salivazione
  • Elimina il riflesso del vomito
  • Il paziente è sempre cosciente e capace di eseguire ordini semplici
  • È interamente controllata dal dentista
  • È una tecnica semplice e sicura
  • È rapidamente reversibile
  • Non è alterante le funzioni vitali del paziente
  • Migliora il confort generale del paziente

Ma su quali tipologia di pazienti si può utilizzare? Su tutti! Sia sui bambini che sui pazienti più anziani e, inoltre, è adatto a qualsiasi tipo di intervento odontoiatrico. È particolarmente indicato, invece, per i portatori di handicap e per i pazienti a rischio, come i cardiopatici, diabetici, ipertesi eccetera. In tutti questi pazienti, infatti, uno stress prolungato può diventare la causa di conseguenze da non sottovalutare.

Controindicazioni della sedazione cosciente

Non ci sono controindicazioni assolute all’uso della sedazione cosciente per via inalatoria, purché usata sempre in combinazione con Ossigeno non inferiore al 30%.

Esistono, tuttavia, alcune controindicazioni relative:

  • Donne in gravidanza nei primi 3 mesi: in questa fase della gravidanza, infatti, qualsiasi farmaco è sconsigliato per possibili effetti teratogeni
  • Impossibilità di respirare dal naso: se il paziente ha un forte raffreddore, una sinusite, una bronchite cronica, avrà serie difficoltà a respirare solo dal naso impedendo di fatto l’inalazione del protossido e la conseguente sedazione.
  • Malattie gravi quali broncopolmoniti acute, enfisema, sclerosi multipla, miastenia, ernia diaframmatica acuta.
  • Pazienti psicotici
  • Pazienti non collaboranti, non in grado di eseguire ordini semplici e respirare dal naso.
  • Pazienti con problemi otorinolaringoiatrici: si deve evitare il protossido in pazienti che hanno subito operazioni chirurgiche atte a ricostruire l’orecchio ed il timpano, in caso di otite cronica od acuta ed infiammazioni o infezioni naso faringee. In questi pazienti, infatti, potrebbe causare la perforazione della membrana in caso di alterazione della tuba di Eustachio.

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